| Situata nella più vasta piana della Liguria marittima, con il suo litorale di spiaggia sabbiosa alla foce del Fiume Centa, ha sei frazioni (Bastia, Campochiesa, Leca, Lusignano, Salea, San Fedele), su un territorio di circa 36,5 kmq.
Seconda città della Provincia di Savona dopo il Capoluogo, prima per i vivacità economica, deve buona parte della sua floridezza al settore agricolo, ortofrutticolo e florovivaistico, e al relativo indotto. Senza trascurare il turismo balneare e storico culturale. Alle sue spalle si estende un vasto entroterra con i Comuni di (in rigoroso ordine alfabetico) Arnasco, Casanova Lerrone, Castelbianco, Castelveccho di Rocca Barbena, Cisano, Erli, Garlenda, Nasino, Onzo, Ortovero, Vendone, Villanova d’Albenga, Zuccarello, ricchi di storia e di meraviglie enogastronomiche.
Il previsto spostamento a monte della ferrovia e la prossima realizzazione del porto turistico, porteranno nuovo sviluppo e rafforzeranno la vocazione turistica di Albenga. La città è sede Vescovile, (diocesi di Albenga - Imperia) Il suo patrono è San Michele, festeggiato il 29 settembre, ma la città è devota anche alla Nostra Signora di Pontelungo, alla quale dedica la festa e la rievocazione storica del 2 luglio.
Sino a pochi anni fa Albengaera sede di due Caserme dell'Esercito, la "Piave" e la "Turinetto", erano due "Centri Addestramento Reclute" (CAR), negli anni hanno portato ad Albenga migliaia di giovani militari di leva. Oggi non più utilizzate dall'amministrazione militare, saranno presto destinate ad usi civili. Parte dell'area della Turinetto, alle porte della città, è stata destinata ad ospitare il nuovo ospedale di Albenga, già in avanzato stato di costruzione. L'area della Piave, posizione di altissimo pregio per la sua vicinanza al mare, si presta ad innumerevoli riconversioni, ma ancora non se ne conosce la futura destinazione urbanistica.
Storia
Albenga è, con Vado Ligure e Ventimiglia una delle tre città romane del Ponente ligure. Era l’antica capitale della potente tribù ligure degli Ingauni, da cui prese il nome di Albium Ingaunum (Città degli Ingauni, successivamente mutò in Albingaunum, in Albingauna e da ultimo in Albenga). Di origine pre-romanica, fu fondata nel V secolo a.C. Fu alleata dei Cartaginesi contro Roma durante la Seconda Guerra Punica (III sec.) e divenne la base navale di Magone, alleato di Roma contro Genova. Conquistata da Roma nel 181 a.C. da parte del proconsole L. Emilio Paolo, ottenne il diritto latino nell’89 a.C., la cittadinanza romana nel 45 a.C. e assoggettò i territori dell’interno. Il periodo più florido della città si colloca tra la fine del II sec. e la prima metà del III sec. d.C.
La città romana si sviluppò dove poi sorse sulle sue rovine la città medioevale e infine quella moderna. L’anfiteatro del Monte, i resti delle probabili terme, l’acquedotto, le necropoli, un grande edificio pubblico a pianta rettangolare, tombe monumentali, epigrafi di personaggi famosi e moltissimi reperti testimoniano l’importanza di Albingaunum. Distrutta al principio del V secolo dai barbari, fu ricostruita nel 415 da Costanzo, generale di Onorio, e cinta di mura, divenendo sede vescovile con il vescovo Quinzio nel 451.
Fu conquistata dai Longobardi e dai Rotari. Dopo il Mille fu tra i primi liberi Comuni marinari, partecipò alla prima Crociata e alle lotte per il predominio nel Tirreno. Entrata a far parte nel 1251 della Repubblica di Genova (sottoscrivendo una onerosa convenzione dopo la morte di Federico II che la proteggeva), ne seguì le vicende godendo ancora periodi di grande prosperità.
Nel 1288 ebbe statuti propri. Coinvolta nelle lotte tra Guelfi e Gibellini, fu sotto la signoria dei Del Cattetto di Finale, dei Visconti (1355-79), dei Francesi (1396-1413).
Fu occupata dai Savoia nel 1625 e nel 1746 sotto Napoleone fu capoluogo della giurisdizione del Centa e capoluogo di provincia sotto il Regno di Sardegna (1815-1863).Tra i resti di epoca romana di Albenga si trovano i ruderi di un anfiteatro, di un teatro e di un acquedotto, di alcuni edifici pubblici, un monumento funerario del II sec. d.C. detto Il Pilone sul Monte, il colle in direzione di Alassio, insieme a tratti dell’antica via Iulia Augusta e ruderi di ville. Del IV e V secolo si conservano le rovine delle basiliche cimiteriali di San Vittore e San Calocero.
Dopo i trattati di Parigi (30 maggio 1814) e Vienna (10 dicembre 1814) entrò a far parte degli stati Pardi di terra ferma e dal 10 novembre 1818 divenne provincia, sino al 1929. La provincia di Albenga confinava con la Provincia di Savona , la provincia di Mondovì e la provincia di Oneglia. I suoi confini si estendevano, sul litorale, da Varigotti ad Andora Rollo e comprendevano tutto l'entroterra sino a Masimino, Nasino e Vellego. Il centro storico di Albenga è il meglio conservato del Ponente ligure, rimanendo inalterato dal Medioevo ad oggi.
Nel secolo scorso la bonifica e l'immigrazione di parecchie famiglie contadine genovesi hanno offerto le premesse per un nuovo sviluppo, ma ancora fino alla 1a Guerra Mondiale esistevano marcite poco salubri per il trattamento della canapa, dove si praticava la caccia all'anatra con le botti. Oggi Albenga si presenta come una delle maggiori città del Ponente ligure, centro commerciale di una zona ricca di attività e interessante meta turistica.
Albenga e il suo fiume: il Centa
Il fiume Centa è formato dalla confluenza dei torrenti Arroscia e Neva nei quali affluiscono, poco prima, rispettivamente, il Lerrone e il Pennavaire. La confluenza fra Arroscia e Neva ha luogo a sud dell'abitato di Leca d'Albenga, a 3 chilometri dalla foce posta a Capo Lena, quasi di fronte all'isola Gallinara. Il corso dei fiume, che sino alla seconda metà del secolo XIII andava a sfociare a levante in località Antognano, ai confini tra Albenga e Ceriale, (a ricordo del vecchio tracciato il medioevale Pontelungo, a dieci arcate seminterrate, sotto il quale una volta scorreva il Fiume), aveva consentito alla linea di costa di essere prossima al promontorio montuoso di Vadino e di potervi ricavare così un ben protetto e funzionale porto che determinò per alcuni secoli la fortuna marinara e mercantile della città.
Quando il corso d'acqua lasciò il suo vecchio greto e passò da levante a ponente dell'abitato, ecco che il porto di Vadino si insabbia, a causa del materiale ghiaioso abbondantemente trasportato dal Centa. Inizia da questa forzata trasformazione dell'economia ingauna un lungo periodo di decadenza, che si concluderà solo mezzo millennio dopo.
La piana di Albenga, e quindi la sua florida economia agricola, esistono grazie al suo fiume, che speso si è però dimostrato ribelle e violento: si ricordano ancora le disastrose (sia per l'agricoltura che per la città) alluvioni del 1886, del 1924, del 1954 e per ultima quella del 5 novembre 1994.
Economia
La principale risorsa economica di Albenga e del suo comprensorio, è rappresentata dal settore agricolo. Da sempre zona di primizie e coltivazioni pregiate, sia in serra che in pieno campo, come l'asparago Violetto, il Carciofo Spinoso, la zucchina Trombetta, il pomodoro Cuor di Bue. Ha visto negli ultimi anni svilupparsi, accanto alla produzione ortofrutticola, quella florovivaistica. Oggi le piante in vaso, aromatiche (rosmarino, timo, lavanda, salvia, maggiorana, ecc. ecc.), insieme a una grande varietà di piante verdi e fiorite, sono esportate in tutta Europa.
L'agricoltura determina inoltre un importante indotto, costituito da aziende commerciali (import - export) e da aziende specializzate nella realizzazione di tutte le strutture necessarie a una moderna azienda agricola.
Senza dimenticare l'ottimo olio di oliva, prodotto dagli uliveti del primo entroterra, e i vini, primo fra tutti il Pigato, quindi il Vermentino, il Rossese, l'Ormeasco e la Lumassina.
Anche se l'agricoltura garantisce una economia florida e stabile, Albenga non ha mai trascurato la sua vocazione turistica, la nutrita presenza di campeggi e le strutture alberghiere, offrono una ampia ricettività per il turismo balneare e culturale.
Il settore immobiliare, con la maggiore richiesta di "seconde case", si è fortemente sviluppato ed è tuttora in costante crescita, consolidandosi come una ulteriore importante voce dell'economia Albenganese e del suo entroterra, pur se in maniera minore rispetto ad altri comuni della riviera, dove la preponderanza del settore turistico ha favorito la richiesta di appartamenti per le vacanze. Fenomeno, quello dello sviluppo immobiliare, assolutamente naturale, dal momento che la Riviera Ligure non ha mai conosciuto un reale ridimensionamento dei valori di mercato, rappresentando quindi per il piccolo risparmiatore come per il grande investitore, che decidano di comprare casa o altro immobile, un investimento assolutamente tranquillo che non ha mai tradito le aspettative.
Albenga rappresenta il punto di riferimento amministrativo per i comuni limitrofi, essendo sede di varie istituzioni quali: Agenzia delle Entrate, ufficio del Registro, Pretura, sede distaccata del Tribunale di Savona e della Camera di Commercio di Savona; comandi territoriali dei Carabinieri, Polizia Stradale, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, distaccamento dei Vigili del Fuoco, solo per citarne alcune.
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